Risk management
RISK MANAGEMENT
Il gruppo Benetton ha in essere procedure per la gestione dei rischi nelle aree maggiormente esposte, che hanno permesso nel 2011 di far fronte ai mutamenti dello scenario economico mondiale e affrontare la congiuntura particolarmente sfavorevole; grazie all’attivazione delle procedure già in essere e all’attuazione di azioni strategiche correttive sono quindi stati mitigati gli effetti negativi di tale scenario, sia in termini di fatturato che redditività.
I rischi identificati sono a livello strategico, di mercato, operativo, finanziario e legale/di compliance.
Rischi strategici
Tra i rischi strategici vengono compresi i fattori che influenzano le opportunità e minacce strategiche del nostro Gruppo. In particolare, il Gruppo deve garantire la capacità di:
- cogliere nuove opportunità di business in termini di aree geografiche e segmenti di business;
- valutare correttamente le potenzialità dei mercati;
- convogliare in aree di possibile crescita le risorse generate nei mercati più redditizi;
- operare nel mondo alla ricerca di competenze specifiche e distretti industriali in cui investire il proprio know-how per garantire la qualità dei prodotti e dei processi;
- tutelare i propri marchi, indispensabili per il successo e la competitività sul mercato;
- in un mercato globale, complesso e con attori internazionali, scegliere e integrare le modalità di presenza più adatte a ciascuna realtà locale (licenza vs. partnership; wholesale vs. retail).
Rischi di mercato
I rischi di mercato includono gli effetti che cambiamenti nel mercato potrebbero avere sulla nostra attività.
- Dal punto di vista della distribuzione, la concorrenza potrebbe aumentare anche per le poche barriere all’ingresso. Benetton compete con department store locali, nazionali e globali, con retailer specializzati, retailer indipendenti e società manifatturiere, oltre che con società di vendita e-commerce che si rivolgono alla clientela con cataloghi. Il Gruppo punta principalmente su qualità, assortimento e presentazione dei prodotti, ambiente di negozio, servizio al cliente, programmi di vendita e marketing. Compete anche per i siti commerciali più appetibili e sulle condizioni di affitto e acquisto per i negozi.
- Il nostro business è sensibile ai cambiamenti nelle scelte di spesa del consumatore. Può essere influenzato, tra l'altro, dal panorama del business, dai tassi di interesse, dalla fiscalità, dalle condizioni economiche locali, dall'incertezza sulle prospettive economiche future e dallo spostamento verso altri beni e servizi nelle scelte di spesa. Le preferenze dei consumatori e le condizioni economiche potrebbero cambiare di volta in volta in ciascun mercato nel quale operiamo.
- Il nostro business è in qualche misura sensibile alle condizioni climatiche. Un inverno eccessivamente mite, per esempio, può avere delle ricadute in termini di minori vendite dei prodotti a margine più alto, con un effetto negativo sui nostri risultati economici e sulla situazione finanziaria.
- Dobbiamo essere in grado di contrastare la pressione deflativa sui prezzi derivante da aumento della concorrenza e cambiamenti nelle scelte del consumatore, che potrebbe avere effetti negativi sulla nostra situazione finanziaria e sui risultati economici.
- Dal punto di vista produttivo, la crescita significativa del costo delle materie prime, specialmente del cotone e della lana, può provocare una riduzione della redditività assoluta ed in percentuale, nella misura in cui il Gruppo non riesca a recuperare immediatamente lo svantaggio tramite la leva commerciale prezzo/mix e quella interna di riduzione dei costi.
- Il mercato degli immobili di prestigio è molto competitivo. La capacità, nostra e dei nostri partner, di trovare spazi per nuovi negozi dipende dalla disponibilità di immobili che soddisfino i nostri criteri, e dall’abilità nel negoziare termini in linea con i target finanziari. Inoltre, dobbiamo essere in grado di rinnovare alle migliori condizioni gli affitti dei negozi esistenti, di valorizzare il patrimonio immobiliare strettamente connesso al business e di presidiare, nei mercati internazionali, eventuali opportunità di investimento che si possono presentare.
- Il nostro Gruppo è esposto ai rischi associati alla internazionalizzazione delle proprie attività, compresi i rischi connessi a ritardi nei pagamenti dei clienti in alcuni Paesi o in genere alle difficoltà di incasso dei crediti.
- Il nostro business è esposto anche all’instabilità politica ed economica in alcuni Paesi in cui operiamo, a cambiamenti nelle disposizioni di legge, barriere linguistiche o culturali, dazi o barriere commerciali, controlli dei prezzi o dei tassi di cambio.
Rischi operativi
Per rischi operativi si intendono possibili conseguenze avverse legate a processi, organizzazione o sistemi interni e a eventi esterni connessi alla gestione corrente delle attività.
- Il successo delle nostre strategie è influenzato dalla risposta della rete commerciale. La politica di incentivi per la nostra rete di partner, coerente con il modello di business Benetton, ha avuto l'obiettivo di favorire una maggiore capacità di investimento, al fine di aprire nuovi negozi, rinnovare gli esistenti e aumentare la competitività in termini di prezzo al cliente finale. Il successo di questa strategia dipende dalla capacità di coinvolgere e guidare la nostra rete, stabilendo obiettivi specifici e controllando a intervalli regolari i risultati raggiunti. È da sottolineare che, associato al nostro modello di business, esiste un rischio di ritardi nei pagamenti da parte dei clienti e, in genere, di difficoltà d’incasso.
- Siamo soggetti ai rischi connessi allo sviluppo commerciale e al rafforzamento dei marchi. Noi operiamo per sviluppare il network commerciale esistente e per rafforzare i nostri marchi. Di converso, la nostra crescita potrebbe essere condizionata negativamente se non si fosse in grado di: identificare i mercati appropriati e la dislocazione dei nuovi negozi; mantenere i livelli di servizio attesi dal cliente; evitare la riduzione di vendite e redditività dei negozi che vendono prodotti a marchio Benetton, quando apriamo megastore gestiti direttamente nelle stesse regioni o aree commerciali; gestire il magazzino in base alle effettive necessità; consegnare le merci in tempi appropriati. I sistemi, le procedure, i controlli e le risorse del nostro Gruppo dovranno essere adeguati per supportare l’espansione. In caso contrario non sarebbe garantito il successo di queste strategie.
- Il nostro successo dipende anche dalla sua capacità di proporre prodotti che incontrino il gusto del consumatore. Il nostro livello di vendite e la profittabilità dipendono anche dalla capacità di anticipare e rispondere tempestivamente ai cambiamenti nei trend della moda e nei gusti dei consumatori. Se le nostre collezioni non dovessero incontrare il gradimento da parte dei clienti, realizzeremmo vendite più basse di quanto pianificato, sconti più alti, minori margini, maggiori rimanenze e maggiori crediti inesigibili.
- La strategia di espansione e crescita del Gruppo ha fatto aumentare costi fissi e operativi. Per rafforzare immagine e quota di mercato, negli ultimi anni abbiamo investito per vendere i prodotti anche attraverso negozi retail, sebbene il nostro Gruppo, tradizionalmente, distribuisca i prodotti attraverso una rete capillare mondiale di clienti. Tuttavia queste attività retail hanno portato a un aumento nei costi fissi e operativi. Questi investimenti, inoltre, ci espongono al rischio che alcune location scelte possano poi rivelarsi inadatte, a causa di cambiamenti demografici o ubicazione delle aree commerciali.
- Dobbiamo essere in grado di organizzare e coordinare processi integrati di produzione/logistica e commerciali al fine di soddisfare le necessità di un calendario commerciale che risponda alle esigenze di un consumatore sempre più evoluto.
- La nostra performance futura dipende dalla capacità di sviluppare il business nei mercati emergenti. Siamo impegnati per rafforzare le nuove strategie commerciali. Un'attenzione particolare la dedichiamo a mercati emergenti come Cina e India, anche mediante accordi con retailer di larga scala, per l'apertura di punti "store in store" in grandi centri commerciali nelle principali città. Le nostre iniziative includono la creazione di nuove partnership per gestire e sviluppare l’attività commerciale.
- Stiamo implementando alcune modifiche ai nostri sistemi informatici che per loro natura implicano il rischio di interruzione temporanea delle attività. Le modifiche riguardano la sostituzione dei sistemi aziendali attuali con loro versioni più recenti, la realizzazione di modifiche e l’acquisto di sistemi più integrati con nuove funzionalità. Siamo consapevoli dei rischi legati a queste iniziative, relativi a possibili interruzioni dell’attività e all’inaccuratezza dei dati acquisiti. Crediamo comunque di aver intrapreso tutte le misure necessarie per contenere i rischi tramite attività di testing, training, sviluppo di fasi preparatorie, oltre che attraverso appropriati contratti commerciali con i fornitori delle tecnologie sostitutive.
Rischi legali e di compliance
Tra i rischi legali/di compliance comprendiamo:
- la possibilità di inadeguatezza delle procedure aziendali volte a garantire il rispetto delle principali normative, italiane e straniere, cui è soggetto il Gruppo, quali, in particolare, quelle che disciplinano l’attività delle società quotate e dei relativi gruppi (Testo Unico della Finanza, Regolamento Emittenti, Regolamento di Borsa Italiana S.p.A., ecc.). Assumono altresì particolare rilievo le problematiche connesse alla normativa in tema di sicurezza, antitrust e privacy;
- il possibile verificarsi di eventi che influenzino negativamente la credibilità del nostro reporting finanziario (bilanci annuali e relazioni periodiche), la correttezza dell’informativa al mercato o la salvaguardia degli asset;
- il rischio che un evento imprevisto interferisca con il processo di adeguamento alla Legge n. 262 del 2005 in merito alle disposizioni per la tutela del risparmio e la disciplina dei mercati finanziari, costringendo il management a rivedere le proprie priorità per assicurare una pronta adempienza;
- i rischi associati alla difficoltà di mantenersi aggiornati rispetto all’evoluzione dei diversi principi contabili applicati dal nostro Gruppo (IFRS e principi contabili locali);
- la presenza internazionale espone il Gruppo a diverse realtà fiscali. L’evoluzione delle relative normative potrebbe esporre il Gruppo a rischi di inadempienza.
Rischi finanziari
Nei rischi finanziari includiamo rischi legati ai cambi, ai tassi di interesse , controparte e liquidità.
Rischio cambio
Le attività, le passività, le vendite, i costi e quindi il risultato operativo del nostro Gruppo sono e continueranno a essere influenzati dalle fluttuazioni dei tassi di cambio sulle divise di vendita e, quindi, sui prezzi dei prodotti venduti, sul costo del venduto e sul risultato operativo. Le oscillazioni dei tassi di cambio delle divise estere contro euro possono influenzare negativamente le attività, le passività, le vendite, i costi, il risultato operativo e la competitività internazionale della produzione nei vari stabilimenti.
L’esposizione al rischio delle società è coperta presso la Capogruppo; vendite in divisa di alcune società possono essere ridotte o pareggiate da acquisti di divisa di altre società riducendo pertanto l’importo delle operazioni di copertura verso terzi.
Poiché effettuiamo transazioni di copertura sulle divise per gestire l’esposizione, potrebbe esistere il rischio che le strategie adottate non siano sufficienti a proteggere i risultati da effetti negativi derivanti da future oscillazioni.
In particolare, sulla base della natura dell’esposizione, si identifica:
Esposizione a rischio cambio economico
Le società del Gruppo possono avere:
- costi e ricavi denominati in divise diverse dalla loro divisa di bilancio o da una terza divisa comunemente utilizzata nel mercato di riferimento delle società stesse la cui variazione dei tassi di cambio può influenzarne il risultato operativo;
- crediti o debiti commerciali denominati in divise diverse dalla propria divisa di bilancio la cui variazione dei tassi di cambio può comportare la realizzazione o l’accertamento di differenze di cambio;
- operazioni previste (forecasted transactions) relative a costi e ricavi futuri denominati in divise diverse dalla divisa di bilancio o da una terza divisa comunemente utilizzata nel mercato di riferimento delle società stesse, la cui variazione dei tassi di cambio può influenzarne il risultato.
Esposizione a rischio cambio transattivo
Le società del Gruppo possono avere crediti o debiti finanziari denominati in valute diverse dalla propria divisa di bilancio la cui variazione dei tassi di cambio può comportare la realizzazione o l’accertamento di differenze cambio.
Esposizione a rischio cambio traslativo
Alcune società controllate del Gruppo sono localizzate in Paesi non appartenenti all’Unione Monetaria Europea e la loro divisa di rappresentazione del bilancio è generalmente diversa dall’euro, divisa di riferimento del Gruppo:
- i conti economici di tali società vengono convertiti in euro al cambio medio di periodo e, a parità di ricavi e di margini in valuta locale, variazioni dei tassi di cambio possono comportare effetti sul controvalore in euro dei ricavi, dei costi e dei risultati economici;
- attività e passività di tali società vengono convertite al cambio di fine periodo e pertanto possono assumere controvalori diversi sulla base della fluttuazione dei cambi. Come previsto dai principi contabili adottati, gli effetti di tali variazioni sono rilevati direttamente nel patrimonio netto, nella voce “Riserva di traduzione”.
E’ politica del Gruppo gestire il rischio cambio attraverso l’uso di strumenti finanziari derivati quali currency forward, currency swap, currency spot e currency option per ridurre o coprire l’esposizione a rischio. In base alla tipologia di rischio la durata massima delle operazioni di copertura può variare da un minimo di due anni a un massimo di cinque anni. La Policy finanziaria non consente di operare con l’obiettivo di realizzare profitto dalla fluttuazione dei tassi di cambio, né di operare nelle valute per le quali non c’è una esposizione sottostante od operare in divise al fine di incrementare l’esposizione sottostante. Gli strumenti finanziari sono designati come parte della relazione di copertura sin dall’inizio del contratto. Le fluttuazioni nel valore di mercato degli strumenti di copertura sono pertanto correlate alle variazioni del valore di mercato del sottostante coperto per l’intera durata del contratto.
Rischio tasso
Deteniamo attività e passività, sensibili alle variazioni dei tassi di interesse, che sono necessarie per gestire la liquidità e i fabbisogni finanziari. Variazioni nei tassi di interesse di mercato influenzano il costo e il rendimento delle forme di finanziamento e di impiego incidendo sul livello degli oneri e proventi finanziari del Gruppo.
Sulla base della Policy, il Gruppo può utilizzare strumenti finanziari derivati per coprire o ridurre l’esposizione al rischio tasso.
Rischio credito
Il Gruppo presenta diverse concentrazioni del rischio di credito in funzione della natura delle attività che hanno generato il credito stesso.
Il rischio di credito commerciale è essenzialmente correlato alle vendite wholesale e viene limitato mediante vendite a clienti che hanno un’affidabilità storica consolidata.
Le vendite ai clienti del retail sono regolate a mezzo contanti o mediante carte di credito e altre carte di debito.
Sono oggetto di svalutazione individuale le posizioni, se singolarmente significative, per le quali si rileva un’oggettiva condizione di inesigibilità parziale o totale. L’ammontare della svalutazione tiene conto di una stima dei flussi recuperabili e della relativa data di incasso, nonché del “fair value” delle garanzie. A fronte di crediti che non sono oggetto di svalutazione individuale vengono stanziati dei fondi su base collettiva, tenuto conto dell’esperienza storica e di dati statistici.
Il rischio credito finanziario è rappresentato dall’incapacità della controparte o dell’emittente degli strumenti stessi ad adempiere alle proprie obbligazioni.
Il Gruppo utilizza strumenti finanziari a fini di investimento della liquidità e di copertura dei rischi finanziari.
Tali strumenti devono avere un rating emittente e/o controparte di lungo termine non inferiore ad “A-“ di S&P (o equivalente) e/o di breve termine non inferiore ad “A-2” di S&P (o equivalente) e devono essere emessi o sottoscritti da emittenti o controparti aventi sede in (o sottoposti a ordinamenti di) Paesi che hanno approvato piani di supporto al sistema bancario.
Al fine di ridurre il rischio di concentrazione, l’esposizione in capo a un singolo emittente o controparte non deve superare nel caso di investimenti di liquidità (a eccezione dei depositi bancari di durata inferiore alle due settimane) il 10% degli investimenti di liquidità di Gruppo con un massimo di 20 milioni di euro per emittente e/o controparte con rating inferiore alla “AA” (“A” nel caso di emittenti sovrani). Nell’attività di copertura dei rischi finanziari il limite massimo di concentrazione per controparte è pari al 20% del controvalore totale delle operazioni in essere.
Rischio di liquidità
Il rischio di liquidità si può manifestare con l’incapacità di reperire, a condizioni economiche, le risorse finanziarie necessarie per l’operatività del Gruppo.
I due principali fattori che influenzano la liquidità del Gruppo sono da una parte le risorse generate o assorbite dalle attività operative e di investimento e, dall’altra, le caratteristiche di scadenza e di rinnovo del debito o di liquidità degli impieghi finanziari.
Il modello finanziario di Gruppo prevede la centralizzazione dei flussi di cassa e delle eventuali posizioni di rischio presso la Capogruppo; i surplus di alcune società coprono i deficit di altre riducendo le necessità di finanziamento verso terzi ottimizzando gli oneri e proventi finanziari. Il ricorso ai finanziamenti è generalmente effettuato dalla Capogruppo;
I fabbisogni di liquidità sono monitorati dalle funzioni centrali della Capogruppo nell’ottica di garantire un efficace reperimento delle risorse finanziarie e/o un adeguato investimento della liquidità.
La gestione delle linee di credito è coordinata dalla Capogruppo, che vi provvede secondo criteri di efficienza sulla base delle esigenze delle società del Gruppo.
Il management ritiene che i fondi e le linee di credito attualmente disponibili, oltre a quelli che saranno generati dall’attività operativa e di finanziamento, consentiranno al Gruppo di soddisfare i propri fabbisogni derivanti dalle attività di investimento, di gestione del capitale circolante e di rimborso dei debiti alla loro scadenza naturale.
Rischio materie prime
Dal punto di vista produttivo, la crescita significativa del costo delle materie prime, specialmente del cotone e della lana, può provocare una riduzione della redditività assoluta ed in percentuale, nella misura in cui il Gruppo non riesca a recuperare immediatamente lo svantaggio tramite la leva commerciale prezzo/mix e quella interna di riduzione dei costi. L’esposizione è rappresentata dalle quantità di materia prima acquistata (diretta) o dalla quantità di materia prima presente nei prodotti acquistati (filati, tessuti, prodotti finiti). Sulla base della “Policy finanziaria di Gruppo”, lo stesso può utilizzare strumenti finanziari derivati per coprire o ridurre l’esposizione al rischio materie prime.
Rischi legali/di compliance
Tra i rischi legali/di compliance comprendiamo:
- la possibilità di inadeguatezza delle procedure aziendali volte a garantire il rispetto delle principali normative, italiane e straniere, cui è soggetto il Gruppo, quali, in particolare, quelle che disciplinano l’attività delle società quotate e dei relativi gruppi (Testo Unico della Finanza, Regolamento Emittenti, Regolamento di Borsa Italiana S.p.A., ecc.). Assumono altresì particolare rilievo le problematiche connesse alla normativa in tema di sicurezza, antitrust e privacy;
- il possibile verificarsi di eventi che influenzino negativamente la credibilità del nostro reporting finanziario (bilanci annuali e relazioni periodiche), la correttezza dell’informativa al mercato o la salvaguardia degli asset;
- il rischio che un evento imprevisto interferisca con il processo di adeguamento alla Legge n. 262 del 2005 in merito alle disposizioni per la tutela del risparmio e la disciplina dei mercati finanziari, costringendo il management a rivedere le proprie priorità per assicurare una pronta adempienza;
- i rischi associati alla difficoltà di mantenersi aggiornati rispetto all’evoluzione dei diversi principi contabili applicati dal nostro Gruppo (IFRS e principi contabili locali);
- la presenza internazionale espone il Gruppo a diverse realtà fiscali. L’evoluzione delle relative normative potrebbe esporre il Gruppo a rischi di inadempienza.




