Comunicati e Statements

Colors 62: Droghe

All’inizio tutte le droghe sono belle. Schiavi delle sostanze: per guarire, cambiare il nostro corpo o, semplicemente, farci del male. E questo va avanti da tempi immemori, da molto prima di quanto possa documentare la storia umana. Eppure, mai come oggi dipendiamo da queste manipolazioni chimiche. “Il fatto è che, in modo più o meno consapevole, le sostanze hanno ormai invaso la nostra vita”, scrive la redazione nella lettera ai lettori di questo nuovo numero di COLORS.

Droghe per viaggiare. A volte in posti straordinari, altre per scadere nella più cupa banalità. Geoff Dyer si lancia coraggiosamente sulle orme di una veneranda tradizione che va da Thomas De Quincey a Hunter S. Thompson sull’esperienza dell’uso di droghe (o, in alcuni casi, della scrittura sotto l’effetto di quelle sostanze). In “Come rovinarsi le vacanze”, il racconto filosofico di un narco-turista, Dyer ironizza sulle sue disavventure a Hampi, in India meridionale, meta obbligata nel circuito mondiale degli strafatti.

Droghe per morire. Guy Martin ci fa da guida in un giro del mondo delle narcoguerre. Anche sulla linea del fronte sono le sostanze a farla da padrone: guerre per lottare contro la droga o per assumere il controllo degli stupefacenti. O carburante per incitare i soldati a combattere. “Conflitti” ricostruisce per i lettori di COLORS un intricato puzzle planetario: che sia un modo per proteggere l’economia sommersa di un paese o la via di fuga da una spirale infinita di violenze, droghe e guerre s’intrecciano in una danza macabra e tentacolare.

Droghe per arricchirsi. Ville sfarzose arredate da stilisti alla moda erano un diktat nell’età d’oro del boom della marijuana, in Colombia. È passato il tempo di una generazione e Silvana Paternostro, che ha assistito all’evoluzione del fenomeno nella sua città natale, con “Un castello di carte” ricorda l’epoca in cui arredare case per i trafficanti di marimba era un’attività incredibilmente redditizia, ma anche pericolosa da matti.

Droghe quotidiane, e onnipresenti. “L’amaro in bocca” è una breve analisi storico-economica sulla droga psicoattiva più diffusa e socialmente accetta nel mondo; mentre Valeria Parrella, con “Il caffè del pomeriggio”, racconta come le sia bastata una moka per mandare un amico all’ospedale.

Droghe che diventano uno stile di vita, una condanna o un cammino per la rivelazione. “Cosa c’è dietro un nome” spiega come le industrie farmaceutiche ancor prima di elaborare un nuovo farmaco gli abbiano già trovato un nome. In “La legge non è uguale per tutti”, COLORS presenta una cartografia mondiale delle condanne per il possesso di droga: da una frontiera all’altra, si passa da una bella sgridata alla condanna a morte. E, ancora, a un diagramma istruttivo sul consumo di droga nel mondo, dalla Svezia all’Iran; mentre in “Piante sacre”, Daniel Pinchbeck racconta i retroscena psichedelici delle cerimonie religiose di alcuni popoli indigeni del grande continente americano.

Sempre in questo numero: fautori e oppositori dell’automedicazione a Delhi; cotti e stracotti sulle strade italiane; il corpo che hai sempre sognato – per togliere, aggiungere o diventare più virili – e tutto grazie alle sostanze di sintesi; una terapia d’urto in Thailandia e il traffico illecito che sta salvando moltissime vite dall’Aids in tutto il mondo.

COLORS “Droghe” in tutte le migliori edicole: in Europa il 4 agosto e negli Stati Uniti, Canada e resto del mondo il 24 agosto del 2004.

 

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