Comunicati e Statements

COLORS 68: Amazzonia

La foresta amazzonica, il principale baluardo di natura tropicale incontaminata ancora presente sul pianeta, sta scomparendo a un ritmo pazzesco. Nonostante le grida d’allarme lanciate negli anni 80, ogni anno va perso un pezzo di foresta grande quanto il Belgio. Facendo qualche calcolo, ne resta ancora in piedi l’80 per cento, benché gli scienziati prevedano che, entro il 2020, ne sarà risparmiato appena il 58 per cento della superficie. Mentre fra 50 anni la foresta rischia addirittura di sparire del tutto.

La scomparsa dell’Amazzonia è da lungo tempo motivo di preoccupazione. Ma chi ha veramente a cuore la difesa della foresta pluviale? Gli studiosi non sono più convinti che l’Amazzonia funzioni come il polmone del pianeta (la foresta assorbe tanto ossigeno quanto ne produce), e la migliore trovata che ha potuto tirar fuori l’associazione ecologista Greenpeace è che si tratterebbe di una sorta di gigantesco “condizionatore d’aria”. Un ineccepibile optional in questi tempi di surriscaldamento del clima, ma certo non essenziale come un polmone. Per farti avere un’idea di chi ha veramente a cuore l’Amazzonia e perché, abbiamo deciso di presentarti alcuni dei suoi 17 milioni di abitanti.

Vieni a fare conoscenza con Sebastião che sta aspettando di ottenere l’atto di proprietà su un pezzo di terra nel lontano stato occidentale di Rondônia, dove si è rifugiato dopo un passato di spacciatore nelle favelas di San Paolo. Incontra il reo-confesso drogato di diamanti Leônidas, che rischia la vita e le gambe per cercare pietre preziose nella riserva degli indios Cinta Larga. Una volta aveva messo le grinfie su un diamante da nientepopodimeno che un milione di dollari, per poi restituirlo miseramente ai capi-tribù di un popolo che fino a tempi recenti praticava ancora il cannibalismo. Le comunità indigene, intanto, lottano per il riconoscimento dei loro diritti grazie a persone come Armindo, un rappresentante locale, ex soldato in pensione. Basta scendere lungo il Rio Negro per incontrare José. Questo giovane indio sa bene che dovrà abbandonare la sua comunità se vuole andare a studiare nella città di São Gabriel da Cachoeira, dove la diocesi locale è amministrata dal vescovo Don Song,  un sacerdote nato in Cina che ha trovato nella giungla la terra della libertà religiosa e che predica a suon di musica e trucchetti di magia. A cinque giorni di barca lungo il fiume, vicino alla città di Bélem, Pascoal ha ricominciato una nuova vita. Acadde nel giro di una notte, innamorandosi. O Lili che ha cercato di curare il suo cuore spezzato scappando fino alla “fine del Brasile” e che oggi condisce le sue pietanze con tanto amore, quando non le resta più un granché da offrire agli ospiti della sua locanda. E Arthur, ormai quasi cieco, che mise piede per la prima volta in questa regione per estrarre la gomma dagli alberi durante la II guerra mondiale e che ora fa affidamento sulla sua pappagallina Fofinha per individuare eventuali ospiti indesiderati.

Benvenuti in un mondo selvaggio, fantastico e surreale. Benvenuti in Amazzonia.

 

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