Comunicati e Statements

Posizione dell’azienda – Benetton Group in Bangladesh: i fatti
Quanto è successo a Dacca ormai quasi un anno fa è una tragedia immane per la quale tutti noi siamo ancora oggi scossi e che ci ha spinti da subito a operare per aiutare le vittime e fare in modo che non si ripetano disastri del genere. Da sempre ci impegniamo per fare il massimo perché siano rispettati tutti i più importanti diritti ovunque operiamo, anche se a volte dobbiamo combattere con realtà locali estremamente complesse.
 
Per venire ai temi più di frequente sollevati relativi a Benetton Group, precisiamo che:
 
– Non abbiamo mai avuto alcun rapporto di natura continuativa con fornitori presenti nell’edificio del Rana Plaza.
 
– Il fornitore New Wave Style ha ricevuto solo ordini di natura saltuaria, in totale equivalenti allo 0,06% della nostra produzione;
 
– Nonostante questi ordini saltuari fossero di dimensioni così ridotte, prima di attivare la fornitura abbiamo svolto un audit che non ha riscontrato problematiche legate alle condizioni di lavoro. In una seconda fase siamo poi venuti in possesso di ulteriori informazioni che dimostravano che non esistevano più i presupposti per continuare il rapporto con New Wave. Per cui abbiamo interrotto di nostra iniziativa ogni rapporto già prima del tragico incidente.
 
– Tutti i fornitori di Benetton Group, e delle società ad esso collegate, sono sulla lista delle aziende che il Bangladesh Fire and Building Safety Accord toccherà con il suo programma di audit. L’Accord è un impegno per i prossimi cinque anni da parte di tutti gli stakeholder coinvolti per un significativo e durevole miglioramento nelle condizioni di sicurezza e di lavoro dell’industria tessile in Bangladesh.
 
– Quanto al motivo per cui siamo rimasti in Bangladesh, vorremmo ricordare che immediatamente dopo i tragici eventi del Rana Plaza il governo del Bangladesh ha chiesto pubblicamente alle aziende di non abbandonare il paese: il settore tessile rappresenta circa il 30% del PIL. Ed è per questo che società come la nostra hanno scelto di rimanere, anche e soprattutto per stimolare e accompagnare un cambiamento indubbiamente necessario. Questo ci ha portato a essere fautori e primissimi firmatari del Bangladesh Fire & Building Safety Accord. L’Accord sta conducendo anche per nostro conto più di 1500 ispezioni rigorose, il che significa – per essere chiari – che il beneficio si estende non solo a chi lavora per i nostri fornitori ma anche a chi lavora per aziende che non partecipano all’Accord.
 
– Quanto al sostegno delle vittime del crollo del Rana Plaza, ci siamo mossi immediatamente al fianco di BRAC*, la più importante ONG al mondo per numero di persone aiutate e, cosa importante, nata e basata in Bangladesh dal 1972. Non solo, siamo stati contemporaneamente fautori del tavolo creato per il fondo per le vittime che vede coinvolta anche Clean Clothes/Abiti Puliti e siamo stati una delle quattro aziende che lo coordinavano; sino a quando ci siamo resi conto che i tempi si dilatavano e si stava arrivando a prevedere una contribuzione su base volontaria e non proporzionata all’effettiva presenza in Bangladesh, principio che non abbiamo condiviso poiché non considera che ogni azienda genera produzione e rischi anche per la dimensione dei suoi ordini ai fornitori. Abbiamo quindi deciso di concentrare ulteriormente i nostri fondi e sforzi per il sostegno alle vittime e alle loro famiglie sul programma messo a punto con BRAC, destinando risorse perché coloro i quali avevano tragicamente perso braccia, gambe e mani potessero essere curati e tornare, se possibile, a una vita normale e, sempre insieme a BRAC, abbiamo attivato un ulteriore programma di iniziative di sostegno per 350 vittime e le loro famiglie, con un focus su quelle che hanno perso l’unica fonte di sostentamento.

 
 
* BRAC, la più grande organizzazione umanitaria al mondo e leader globale nella creazione di opportunità di sviluppo per i paesi poveri, è stata costituita nel 1972 in un remoto villaggio del Bangladesh per un progetto di soccorso di portata limitata. Da allora ha diffuso soluzioni contro la povertà in altri 11 paesi in via di sviluppo in Asia, Africa e nei Caraibi. Attraverso l’organizzazione delle risorse umane e materiali delle comunità locali, BRAC catalizza un cambiamento duraturo, creando un ecosistema in cui i poveri abbiano la possibilità di assumere il controllo della propria vita. BRAC adotta un approccio olistico allo sviluppo, orientato verso l’integrazione, utilizzando strumenti come la sanità, l’istruzione, la microfinanza, la gestione delle catastrofi, il cambiamento climatico e ambientale, i servizi legali, il rafforzamento della comunità. Attualmente, BRAC ha raggiunto oltre 135 milioni di persone e formato centinaia di migliaia di imprenditori. BRAC impiega 45.918 dipendenti regolari e più di 69.434 a progetto. Il suo budget annuale è di 572 milioni di dollari (2011).