Imparare ad andare avanti

Imparare ad andare avanti

La storia di Shiulys

La storia di Kabirs

di Anushka Zafar (Dirigente e vicecaporedattore di BRAC Communications)

Kabir Mollah è stato estratto dalle macerie del Rana Plaza quattro giorni dopo il crollo. Ora, ogni volta che entra in un edificio di molti piani, diventa ansioso.

Anche Shiuli Khanom è stata salvata dopo quattro giorni. "Anche se sono sopravvissuta, mi sono sentita senza speranza", dice. "Non riuscivo a dormire. Avevo troppi pensieri e preoccupazioni. Ero scossa, impaurita, fisicamente debole".

Indipendentemente da come si viva un disastro, la paura e la sensazione di impotenza che spesso subentrano possono interferire con un modo normale e sereno di affrontare le situazioni. "Le esperienze traumatiche possono alterare il sistema di convinzioni di una persona fino a stravolgerlo completamente", ha spiegato Sakila Yesmin, consulente per la gestione dei traumi presso l’Istituto per lo Sviluppo Educativo (Institute of Educational Development) dell'Università di BRAC, che è anche a capo del team che fornisce supporto e consulenza alle persone aiutate dal programma. "Questi eventi possono scatenare flashback, ansia, depressione e stress post-traumatico. Se non adeguatamente affrontati, i disturbi possono durare a lungo".

Per Yesmin è importante garantire che i superstiti e i loro familiari non si sentano mai soli. "L'ascolto è parte integrante del processo di guarigione", ha affermato." Per questo motivo eravamo presenti fin dall'inizio". Tre giorni dopo la tragedia, Yesmin e un team di consulenti erano impegnati negli ospedali che avevano ricoverato i feriti. Hanno ascoltato i pazienti mentre parlavano del loro trauma, hanno fornito loro supporto e li hanno incoraggiati a confidarsi con i loro familiari e amici.

Poco dopo, le persone assistite dal programma hanno partecipato a una seduta socio-psicologica di tre giorni. "Il nostro obiettivo era aiutarli ad accettare ciò che era accaduto", ha sottolineato Yesmin. "Non possono cambiare il fatto ma, utilizzando tecniche specifiche, possono imparare a riconoscere i sentimenti negativi e trasformarli in positivi". Queste tecniche, che comprendono esercizi di respirazione per rilasciare la tensione e alleviare i problemi collegati al sonno, contribuiscono a ridurre lo stress e a migliorare lo stato d'animo quotidiano.

Due mesi dopo l'incidente, le persone sono state tenute sotto osservazione attraverso regolari visite di follow-up, per seguire lo stato del loro benessere.

"A volte, quando sono solo, tornano i ricordi e comincia a farmi male la testa. Ma poi dico a me stesso di fare gli esercizi di respirazione e alla fine mi sento meglio", ha affermato Mollah. "Gli assistenti ci hanno insegnato che, se continui a rammentare a te stesso ciò che hai perso, non potrai mai andare avanti". L'accesso all’assistenza socio-psicologica e il sostegno emotivo è fondamentale per migliorare la loro vita. Pertanto, il programma continua con altri gruppi e sedute di consulenza individuale.

BRAC e Benetton Group nelle prossime settimane continueranno a raccontare, attraverso video e fotostorie, le esperienze delle persone assistite e le loro coraggiose storie di recupero.

Nazma Begum lavorava al settimo piano del Rana Plaza ed è stata salvata la sera in cui l’edificio è crollato. “Una sbarra di ferro mi ha attraversato il braccio destro”, ha raccontato. Una piccola scheggia della sbarra, rimasta all’interno, ha ridotto la sensibilità in alcune parti della sua mano. I medici hanno raccomandato di rimuoverla entro due anni.

Quando è stata selezionata per il progetto di BRAC e Benetton Group a favore dei superstiti del Rana Plaza, ha intravisto l’opportunità di fare qualcosa di suo. “Dopo che la mia ferita era guarita almeno in parte, avevo bisogno di trovare una nuova opzione di vita che mi aiutasse a provvedere alla mia famiglia e a dimenticare il dolore del mio trauma”, ha detto Nazma.

Nazma ha scelto di aprire un negozio di alimentari con il capitale e la formazione ricevuti da BRAC, che le ha insegnato come avviare una piccola impresa e farla crescere. “I funzionari di BRAC sono stati al mio fianco ad ogni passo del cammino”, ha dichiarato. Aiutavano i project clients in tutti gli aspetti dell’avvio di un’impresa, dalla scelta della location giusta alla selezione dei prodotti più adatti ai loro negozi.

Il marito di Nazma, Ahad, lavorava come guardia di sicurezza per un’altra fabbrica di abbigliamento. “Il negozio di Nazma andava bene, così quando ho visto come era impegnativo per lei gestirlo, ho deciso di lasciare il mio lavoro e aiutarla”, ha detto.

Nazma è costantemente alla ricerca di soluzioni per espandere la sua attività. Spinta dal suo talento imprenditoriale, ha installato una macchina da cucire nel negozio, e prende ordini di sartoria dai suoi clienti. “Avevo già competenze di sartoria, così ho pensato: perché non ricavarci un reddito supplementare?”

Nazma ha grandi sogni per le sue figlie Atika e Alo, che sono entrambe buone studentesse. Alo è attualmente al college e spera un giorno di entrare nell’accademia di polizia. Atika frequenta la Quinta Classe e quando sarà più grande vuole entrare nel servizio civile.

Quando non sta lavorando nel suo negozio o facendo lavori di sartoria, Nazma produce artigianato decorativo e borse di perline. Li vende nei mercati locali e prende ordini su misura da altri. “Mi piace essere occupata con il mio lavoro, ma anche trascorrere più tempo possibile con le mie figlie”, ha spiegato.

Dopo la scuola, Alo prende lezioni di computer in un centro vicino. “Le lezioni si svolgono nei pressi del negozio di mia madre”, ha detto. “I miei genitori mi incoraggiano a studiare sodo e ad allargare i miei orizzonti.”

“Mia moglie ed io lavoriamo come una squadra”, ha spiegato Ahad, che si occupa del negozio di alimentari, mentre la moglie lavora agli ordini di sartoria. “I soldi che facciamo oggi forse sono meno di quello che guadagnavamo quando tutti e due lavoravamo in fabbrica, ma siamo più felici. Siamo sempre alla ricerca di modi nuovi e migliori per aumentare il nostro reddito.”

Sulla base delle richieste dei suoi clienti, Nazma continua ad aggiungere nuovi prodotti e ha persino acquistato un frigorifero. “Gestire il mio negozio mi dà la fiducia di cui ho bisogno per superare quello che è successo”, ha detto Nazma. “Ora posso guardare avanti per costruire un futuro migliore per me e la mia famiglia.”

Rahela (25) cuciva i colli delle camicie in una delle fabbriche di abbigliamento all’interno del Rana Plaza. “Lavoravo al settimo piano,” dice. “Sono stata salvata due ore dopo il crollo, ma sono rimasta ferita a un’anca”.

Una volta ristabilita, Rahela ha lasciato Savar, tornando al suo villaggio in Manikganj con le sue due figlie, Limia (8) e Liza (2). Adesso abita con loro in una casa accanto ai suoi genitori.

Il padre di Rahela l’ha aiutata a costruire la casa vicino alla sua e sostiene finanziariamente la figlia e le nipoti fino a quando Rahela non sarà in grado di mantenersi nuovamente. “Mio figlio maggiore lavora in Arabia Saudita e ci manda dei soldi che ci aiutano a far quadrare i conti”, spiega.

Tornare al suo villaggio con i suoi genitori ha aiutato Rahela ad affrontare il trauma che ha subito con il crollo dell’edificio. “Mio padre è solo un contadino, ma io faccio tutto quello che posso per aiutare lui e mia madre”, afferma.

“I lavori domestici mi tengono occupata e mi aiutano a stare meglio”, dice Rahela che ha divorziato dal marito un anno prima dell’incidente del Rana Plaza. Come genitore unico, aveva mantenuto la sua famiglia da sola, lavorando nel settore dell’abbigliamento. Ora per lei è importante trovare una fonte alternativa di reddito. “Ho bisogno di essere in grado di mantenere la mia famiglia e crescere le mie figlie”, afferma.

Con il contributo di Benetton Group attraverso il programma di BRAC a sostegno dei sopravvissuti del Rana Plaza, Rahela è stata assistita nella ricerca di una nuova opportunità di lavoro per garantire il sostentamento della sua famiglia. Dato che ora ha paura ad entrare negli edifici, Rahela ha scelto l’allevamento del bestiame e le è stato dato un vitello. Limia, figlia maggiore di Rahela, ha affettuosamente chiamato il loro nuovo vitello Munia. “È come un cucciolo per me”, dice Limia.

Rahela è felice della sua scelta, perché può stare vicino a casa. Prima di ricevere il vitello ha frequentato un corso di formazione di tre giorni, promosso da BRAC, sull’allevamento e il mantenimento del bestiame. Oggi, i funzionari sul campo di BRAC continuano a seguire Rahela e controllano i progressi del suo vitello.

Durante il corso di formazione, ai partecipanti è stato spiegato che l’allevamento non da un guadagno immediato ma che costituisce una fonte di reddito sostenibile una volta che l’animale diventa adulto. Allevare una mucca in un villaggio rurale è un’attività quasi a costo zero grazie all’abbondanza di erba e di altro cibo. Quindi, Rahela è in grado di provvedere al vitello senza alcun costo.

In pochi anni, Rahela spera che il suo vitello cresca fino a diventare una buona e costante fonte di reddito per lei e la sua famiglia. “Ho grandi sogni,” afferma. “Dopo aver guadagnato un po’ di soldi vendendo il latte della mia mucca, voglio iniziare una mia attività di vendita di sari a domicilio”.

“Sono molto orgogliosa di mia figlia Limia,”, dice Rahela. “Era un’allieva brillante nella sua vecchia scuola. Il preside della scuola locale ha sentito parlare di mia figlia e l’ha iscritta gratuitamente alle lezioni”.

Un anno dopo la tragedia, Rahela si sta lentamente riprendendo. “Voglio essere in grado di dare alle mie figlie un futuro luminoso”, dice, allattando la figlia minore, Liza.

“Le mie figlie hanno sempre desiderato venire a Dhaka e visitare il parco di divertimenti Shishu Mela”, spiega Rahela. “Così le ho portate qui per realizzare questo loro sogno”.

BRAC

BRAC, la più grande organizzazione di sviluppo mondiale e leader globale nella creazione di opportunità di sviluppo per i paesi poveri, è stata costituita nel 1972 in un remoto villaggio del Bangladesh per un progetto di soccorso di portata limitata. Da allora ha realizzato iniziative contro la povertà in 11 paesi in via di sviluppo in Asia, Africa e nei Caraibi. Attraverso l’organizzazione delle risorse umane e materiali delle comunità locali, BRAC intende assicurare un cambiamento duraturo, creando un ecosistema in cui i poveri abbiano la possibilità di assumere il controllo della propria vita.

 

BRAC adotta un approccio globale allo sviluppo, orientato verso l’integrazione, utilizzando strumenti come la sanità, l’istruzione, la microfinanza, la gestione delle catastrofi, del cambiamento climatico e ambientale, i servizi legali, il rafforzamento delle comunità e altro ancora. Attualmente, oltre 135 milioni di persone nel mondo sono state assistite e centinaia di migliaia di imprenditori sono stati formati da BRAC. L’organizzazione impiega 45.918 addetti e 69.434 collaboratori. La sua spesa totale nel 2013 è stata di 546 milioni di dollari.

 

Per maggiori informazioni sull’organizzazione BRAC visita il sito www.brac.net