La storia di Fatema

La storia di Fatema

Arifa Khatun, 20 anni e Nur Karim, 18 anni, (rispettivamente a sinistra e a destra) lavoravano per Phantom sullo stesso piano del Rana Plaza. Nei giorni in cui sono apparse le crepe lungo i muri, Nur e Arifa non volevano andare al lavoro, ma i responsabili li hanno minacciati dicendo loro che si sarebbero tenuti i loro documenti e che non li avrebbero pagati se non si fossero presentati al lavoro.

Dopo il crollo dell’edificio, la loro madre, Fatema Begum, 44 anni, è passata di ospedale in ospedale cercandoli disperatamente. E’ riuscita a ritrovare il corpo di Arifa solo dopo 15 giorni, mentre ci sono voluti 18 giorni per ritrovare il cadavere di Nur.

Fatema ora deve crescere la figlia minore e un altro figlio con la costante preoccupazione di non riuscire a far fronte all’affitto mensile della loro camera, affitto che risulta piuttosto alto.

Arifa e Nur, con il loro stipendio, contribuivano al sostentamento della famiglia, soprattutto dopo che Fatema aveva dovuto sostenere spese legali a causa di una controversia contro i suoceri relativa ad alcuni terreni. Il padre, Abdul Hamid, un falegname di 53 anni, è ora l’unica fonte di reddito della famiglia.

La sorella minore di Arifa, Farida, una studentessa di 15 anni, erediterà probabilmente i gioielli che i genitori avevano comprato per Arifa, nella speranza che si sarebbe presto sposata.

Nur aveva chiesto alla madre di cucinargli il pollo al curry il giorno del disastro del Rana Plaza. Fatema racconta costantemente come suo figlio, che adorava giocare a carrom, un antico gioco da tavola indiano, non ha mai avuto modo di gustare quel pollo.

Con il sostegno di Benetton Group, dopo aver frequentato i corsi di formazione al lavoro indipendente di BRAC, Fatema aprirà il suo piccolo negozio di alimentari proprio questo mese. Ciò significa che Farida, che già deve occuparsi del fratellino Farhad di 6 anni, dovrà farsi carico anche della gestione domestica.

Farhad, che ha 6 anni, va a scuola.

Fatema, 44 anni, che era solita far visita ai figli sul posto di lavoro durante la pausa per il pranzo e mentre facevano straordinari, non vede l’ora di aprire il suo negozio. Questo, oltre ad ovviare almeno parzialmente alle difficoltà economiche della famiglia, le darà uno scopo di vita e un modo per impiegare il tempo.