Impegno sociale
Impegno sociale
Lavoro e catene di fornitura
A fianco del nuovo modello di valutazione dei rischi nella catena di fornitura (Risk Assessment), recentemente introdotto in collaborazione con Valore Sociale, il Gruppo applica un Codice Etico fondato sul rispetto degli individui e dei diritti umani, e sulla salvaguardia del loro benessere. L’azienda, in particolare, applica le leggi, i regolamenti e i trattati internazionali relativi al lavoro di donne e minori, alla contrattazione, alla discriminazione, alla sicurezza e salute delle persone, alle giuste condizioni di salario e al rispetto dell’ambiente.
Il Gruppo promuove l’applicazione di questi principi anche da parte dei fornitori. Ogni anno monitora centinaia di produttori della sua rete di fornitura, con una particolare attenzione alle aree più a rischio.
Human Rights Impact Assessment
La procedura di valutazione del rischio ideata da Valore Sociale, è stata studiata a partire dai principali strumenti internazionali, regionali e nazionali in materia, prima tra tutte la Dichiarazione dei Diritti Umani, e mira ad una ridefinizione dei piani di gestione aziendali, attraverso l’integrazione del rischio sociale, delle aree critiche e delle misure correttive, così da accompagnare tutti i fornitori “verso” la compliance.
Al fine di facilitare il monitoraggio e il controllo sulle filiere, è prevista innanzitutto un’analisi “globale” del contesto locale di riferimento e dei rischi sociali e ambientali per l’attività delle aziende in loco (primo step), che evidenzia i livelli di rischio potenziale nel territorio d’interesse sulla base di una specifica griglia, creata a partire dallo standard Valore Sociale.
Il secondo step della valutazione consiste in un’accurata operazione di identificazione e mappatura della filiera di riferimento, realizzabile unicamente attraverso il coinvolgimento e la stretta collaborazione con il management dell’azienda e con gli stakeholder locali, che permette di ricostruire la catena di fornitura da monitorare.
Grazie a tale percorso si può effettuare, infine, un’efficace analisi qualitativa del portafoglio dei fornitori e subfornitori identificato nell’ambito delle filiere di riferimento (terzo step), secondo un sistema di luci rosse-gialle-verdi utilizzate per segnalare il grado di rischio in relazione ad ogni singolo diritto, secondo i punti forza e i punti debolezza identificati nelle leggi e nelle pratiche aziendali locali.
Benetton ha scelto di applicare lo strumento della valutazione del rischio sociale per valutare, in una fase pilota, venticinque dei suoi fornitori indiani, identificati attraverso il livello di conformità al Codice di Condotta di Benetton. Ne è nato il progetto “Responsible Traceability”, che mira a sostenere e sviluppare i processi di RSI di Benetton Group sulla sfera di influenza, a partire dalla filiera di riferimento nell’area di Nuova Delhi in India. Gli obiettivi previsti dal progetto sono:
- Verificare la tracciabilità delle fasi di produzione per i vari prodotti delle filiere indiane di riferimento attraverso una mappatura della filiera di riferimento e la ricostruzione dell’albero di fornitura.
- Effettuare l’analisi qualitativa in base ai risultati della valutazione del rischio condotta, in base allo standard Valore Sociale, del portafoglio dei fornitori e subfornitori identificato.
Il futuro del progetto vedrà l’estensione della valutazione del rischio sociale anche alle catene di fornitura di Benetton Group in Bangladesh e Thailandia.
Lo standard di certificazione Valore Sociale, è un processo condotto da un ente certificatore accreditato (RINA e ICEA), rivolto a qualsiasi organizzazione, pubblica o privata, profit o non profit, che operi nell’ambito di qualunque settore produttivo o dei servizi. La valutazione positiva conferisce la licenza di utilizzo del marchio depositato “Valore Sociale”, come richiedono le normative internazionali più attuali in materia, quali la norma SA 8000 e la linea guida ISO 26000.
Lo standard prevede il monitoraggio effettivo del rischio lungo tutta la filiera e l’utilizzo di strumenti di prevenzione dell’impatto negativo dell’attività produttiva sui diritti umani e sugli aspetti sociali e ambientali. Dal 2011 Valore Sociale certifica anche ONG quali Mani Tese e soggetti quali Banca Etica, per garantire una coerenza tra quanto la società civile chiede alle imprese e quanto la stessa mette in campo sul tema della RSI.
Comunità locali: territorio, formazione e qualità della vita
L’attenzione attiva e responsabile alle esigenze della comunità e delle persone è testimoniata da Ponzano Children, il Centro per l’Infanzia e asilo nido che accoglie i bambini in età prescolare e i piccoli di pochi mesi in una struttura all’avanguardia, sia per il progetto architettonico sia per il modello educativo, offrendo un servizio pedagogico di qualità al territorio trevigiano.
Fabrica, il centro di ricerca sulla comunicazione in cui opera un gruppo di giovani creativi di nazionalità diverse, è un’altra conferma del filo rosso che in Benetton lega il locale al globale, l’importanza della formazione alla cultura all’innovazione. Dalla classica villa neopalladiana nei pressi di Treviso, rivisitata dagli innovativi interventi di Tadao Ando, Fabrica è arrivata in pochi anni a giocare un ruolo da protagonista nel dibattito culturale internazionale, collaborando con istituzioni prestigiose come il Centre Pompidou di Parigi.
In questo quadro spicca anche l’attività della Fondazione Benetton Studi e Ricerche che dal 1987 opera concretamente sul tema della salvaguardia e della valorizzazione dei patrimoni di cultura e memoria. Con una particolare attenzione al “buon governo dei luoghi” che attesta l’attenzione responsabile del Gruppo alla tutela del paesaggio e dell’ambiente.
Lo sport è un ulteriore canale di comunicazione diretta con la comunità e il tessuto sociale, oltre che di sostegno a una migliore qualità di vita. Grazie alla passione sportiva della famiglia Benetton, oggi nella realtà del Gruppo trovano posto anche le migliaia di ragazzi avviati ogni anno all’attività sportiva attraverso i settori giovanili del rugby. Così come la cittadella dello sport, La Ghirada, aperta a tutti gli appassionati, e il Palaverde, l’impianto polivalente dedicato agli avvenimenti sportivi ma anche a concerti, spettacoli ed eventi culturali.
Comunicazione e impegno sociale
Dalle campagne degli anni Ottanta la comunicazione di Benetton Group è evoluta seguendo un coerente percorso di concretezza: dalle giuste dichiarazioni di principio sulle problematiche sociali alla collaborazione attiva con enti impegnati nella solidarietà. E sempre valorizzando l’impegno delle persone nel mondo come primo ingranaggio per smuovere l’intera società.
Ne sono esempi Africa Works, la campagna che nel 2008 ha promosso il progetto di finanziamento “dal basso” in Senegal, Volunteers in Colors in collaborazione con United Nations Volunteers per l’Anno internazionale del Volontariato nel 2001, Food for Life insieme con World Food Programme nel 2003, e la campagna per la salvaguardia delle grandi scimmie James & Other Apes nel 2004. La scelta di temi sociali, la collaborazione con enti concretamente impegnati nella solidarietà e il sostegno a cause che altrimenti non avrebbero potuto essere comunicate su scala globale, hanno conferito senso e valore al marchio Benetton, contribuendo a costruire un dialogo serio e continuativo con i clienti in tutto il mondo.
Su questo filone si inserisce anche la nuova campagna mondiale di comunicazione UNHATE, a sostegno della Fondazione UNHATE, lanciata a novembre 2011; una campagna con cui Benetton Group invita i leader e gli abitanti del mondo a combattere la “cultura dell’odio”.
La Fondazione UNHATE, voluta e costituita da Benetton Group, si propone di contribuire a creare una nuova cultura della tolleranza per contrastare l'odio, a partire dai valori fondanti dell’azienda. Si tratta di un altro passo importante nella strategia di responsabilità sociale del Gruppo: non un’operazione di facciata ma un contributo che avrà un forte impatto sulla comunità internazionale, soprattutto attraverso lo strumento della comunicazione che può raggiungere gli attori sociali. La Fondazione, infatti, organizzerà iniziative che coinvolgeranno i vari stakeholder, dalle nuove generazioni alle istituzioni, alle organizzazioni internazionali e non governative, alla società civile. La Fondazione intende anche essere un think tank che attrae personalità e talenti della cultura, dell'economia, del diritto e della politica, e persone che da semplici cittadini sono diventati leader di movimenti, distinguendosi nel mondo per pensieri e azioni contro le manifestazioni e le cause dell'odio.
La nuova campagna, la creazione della Fondazione e le altre iniziative del progetto UNHATE testimoniano la volontà di Benetton Group di essere motore della volontà di partecipazione e di cambiamento che anima i cittadini del mondo, e i giovani in particolare, invitandoli a essere protagonisti attivi delle sue iniziative, soprattutto attraverso internet, i social media e le altre applicazioni digitali. E’ un ulteriore passo avanti della comunicazione di Benetton Group che punta all’intervento e all’azione di tutti, in nome di una democrazia “aumentata” e aperta, senza confini fisici, politici, sociali o ideologici.




