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Nota Stampa – Benetton Group avvia programma globale di impegno sociale per il 2015 e lancia la seconda fase di sostegno alle vittime del Rana Plaza

Siamo lieti di annunciare la seconda fase dell’impegno di United Colors of Benetton a favore delle vittime della tragedia del Rana Plaza dell’ aprile 2013.

In una prima fase, subito dopo il tragico crollo, poiché in quel momento non esisteva ancora alcuna iniziativa multistakeholder, a solo un mese dai tragici eventi già nel maggio 2013 abbiamo immediatamente attivato un nostro programma di aiuti in partnership con BRAC, la ONG globale con sede in Bangladesh per sostenere 280 vittime e i loro familiari con cure mediche urgenti e per garantire loro i mezzi – inclusi quelli finanziari – per costruirsi un futuro dignitoso.

La fase due consiste in un ulteriore contributo, questa volta attraverso il Rana Plaza Trust Fund, che nel frattempo è stato costituito. Rispetto a questo, una terza parte indipendente e globalmente riconosciuta, sta lavorando per definire i principi per un risarcimento equo e proporzionale da parte nostra, dal momento che per il Rana Plaza Trust Fund non è stato possibile stabilire i principi di suddivisione della compensation tra i marchi. La portata del nostro ulteriore impegno sarà resa ufficiale non appena questo processo da parte del terzo soggetto indipendente sarà concluso, nelle prossime settimane e comunque non oltre il 24 aprile 2015.

Questa seconda, ulteriore iniziativa rientra nel programma globale di impegno sociale Benetton 2015, che sarà annunciato a breve.

Altre informazioni:

Benetton Group è stato tra i primi firmatari del BANGLADESH ACCORD ON FIRE AND BUILDING SAFETY (http://bangladeshaccord.org/). Questo permette all’azienda di contribuire nel lungo periodo al miglioramento permanente delle condizioni di sicurezza dei lavoratori nell’industria dell’abbigliamento in Bangladesh. Grazie all’ACCORD, a tutt’oggi oltre 1.100 fabbriche sono state ispezionate per conto delle aziende firmatarie e molte altre ancora saranno sottoposte a progressive attività di rigorosi controlli grazie al contributo concreto delle aziende coinvolte, come la nostra, insieme ad altri marchi.

Grazie alla partnership con BRAC, nella prima fase del suo impegno per il Bangladesh Benetton Group ha già aiutato 280 vittime e i loro familiari con cure mediche urgenti (tra cui gli interventi per la sostituzione degli arti mutilati) e per garantire loro i mezzi – inclusi quelli finanziari – per assicurare un futuro dignitoso per loro stessi e le loro famiglie. Ulteriori informazioni in merito a questo programma (comprese foto, storie delle vittime aiutate attraverso il nostro programma con BRAC e altro) sono disponibili all’indirizzo: http://www.benettongroup.com/it/sostenibilita/benetton-per-bangladesh/02_bangladesh_brac_f.html

BRAC (www.brac.net) è un’ONG a livello mondiale con più di 40 anni di attività e che oggi, attraverso i suoi oltre 100.000 addetti, raggiunge più di 135 milioni di persone nei paesi in via di sviluppo. Al contempo, grazie alle sue radici in Bangladesh, BRAC è l’unica organizzazione dotata di una rete locale in grado di raggiungere le zone rurali, dove la maggior parte dei sopravvissuti al crollo del Rana Plaza è ritornata dopo il tragico evento per ricongiungersi alla propria famiglia. Per questo motivo anche altre aziende, tra cui marchi leader come GAP e Walmart, hanno operato attraverso BRAC per trasferire il loro contributo al Rana Plaza Arrangement Fund. BRAC, infine, è la stessa entità che, a nome del governo del Bangladesh, ha condotto l’unica valutazione ufficiale delle vittime alla base di tutte le iniziative correlate al Rana Plaza, compresa la nostra.

Di seguito i dettagli di alcune delle storie di persone supportare da BRAC grazie al programma di Benetton Group:

Photo Story – Rahela

Rahela, 25 anni, cuciva i colli della camicie in una delle fabbriche di abbigliamento all’interno del Rana Plaza. Lavorava al settimo piano ed è stata salvata due ore dopo il crollo, ma è rimasta ferita ad un’anca.

Una volta ristabilita è tornata al suo villaggio d’origine in Manikagni con le sue due figlie, Limia, 8 anni, e Liza, 2 anni. Oggi abita con loro accanto ai genitori; il padre l’ha aiutata a costruire la sua nuova casa e, con il supporto del fratello che lavora in Arabia Saudita, la sostiene finanziariamente fino a quando non sarà in grado di mantenersi nuovamente.

Tornare al villaggio con la sua famiglia ha permesso a Rahela di affrontare il trauma che ha subito con il crollo dell’edificio. Aiutare i genitori nei lavori quotidiani la fa sentire meglio. Come genitore unico aveva mantenuto la famiglia da sola, lavorando nel settore dell’abbigliamento. Per lei è fondamentale trovare una fonte alternativa di reddito per mantenere la famiglia e crescere le figlie.

Grazie a BRAC, con il sostegno di Benetton Group, Rahela è stata assistita nella ricerca di una nuova opportunità di lavoro. Oggi Rahela ha paura ad entrare negli edifici, per questo ha scelto come occupazione l’allevamento del bestiame e le è stato dato un vitello, che Limia, la figlia maggiore, ha affettuosamente chiamato Munia.

Con il sostegno di BRAC, Rahela ha potuto frequentare un corso di formazione di tre giorni sull’allevamento e il mantenimento del bestiame, oggi i funzionari di BRAC continuano a seguirla e controllare i progressi della sua attività.

Rahela è molto felice della scelta, spera che in pochi anni il suo vitello cresca fino a diventare una buona fonte di reddito per lei e la sua famiglia. Il suo sogno è quello di iniziare una sua attività di vendita di sari a domicilio e dare alle proprie figlie un futuro luminoso.

Photo Story – Nazma

Nazma lavorava al settimo piano del Rana Plaza ed è stata salvata la sera in cui l’edificio è crollato. Una sbarra di ferro le ha attraversato il braccio destro e una scheggia della barra, rimasta all’interno, ha ridotto la sensibilità in alcune parti della sua mano.

Dopo che la ferita era guarita, Nazma ha sentito la necessità di trovare una nuova opzione di vita che la aiutasse a provvedere alla sua famiglia e a dimenticare il dolore del trauma.

Grazie a BRAC, con il sostegno di Benetton Group, ha ricevuto il capitale e la formazione necessaria per aprire un negozio di alimentari che ora gestisce insieme al marito.

Nazma è costantemente alla ricerca di soluzioni per espandere la sua attività. Spinta dal suo talento imprenditoriale ha installato una macchina da cucire nel negozio e prende ordini di sartoria dai suoi clienti con cui ricavarne un reddito supplementare. Sulla base delle richieste dei suoi clienti, continua ad aggiungere nuovi prodotti e ha persino acquistato un frigorifero.

Quando non lavora nel suo negozio o non è impegnata in altri lavori di sartoria, produce oggetti di artigianato decorativo, vendendoli nei mercati locali.

Nazma ha grandi sogni per le sue figlie Atika e Alo, che sono entrambe buone studentesse. Alo è al college e spera un giorno di entrare nell’accademia di polizia. Atika frequenta la Quinta Classe e quando sarà più grande vuole entrare nel servizio civile.

I soldi che Nazma insieme al marito guadagnano oggi sono forse meno di quanto guadagnavano quando lavoravano in fabbrica, ma gestire il suo negozio dà a Nazma la fiducia di cui ha bisogno per costruire un futuro migliore per lei e la sua famiglia.

Photo Story – Saddam

Saddam lavorava al Rana Plaza. Quel giorno, quando l’edificio ha iniziato a tremare nessuno capiva cosa stesse accadendo. Saddam pensava che fosse un terremoto e che avrebbe smesso, ma si sbagliava.

L’edificio è crollato e l’ha trascinato giù: il braccio destro era intrappolato sotto un muro, il suo piede era bloccato tra alcuni mobili. Dopo essere stato soccorso è stato portato all’ospedale di Enam. Durante la sua permanenza in ospedale, il braccio non è stato curato come avrebbe dovuto e quindi gli è stato amputato, una volta trasferito all’ospedale Apollo.

Ora Saddam sta bene, anche se è sconvolto quando rivive quei giorni.

Dopo un mese all’ospedale Apollo è stato portato all’ospedale CRP di Savar, dove è rimasto per altri otto mesi di trattamento prima di poter tornare a casa.

BRAC, con il sostegno di Benetton Group, ha fornito a Saddam un braccio artificiale che lo aiuta in varie attività fisiche. Inoltre ha aperto un conto FDR della durata di cinque anni intestato a suo nome. Con parte dei fondi Saddam ha aperto un negozio, che gestisce insieme al fratello, e comprato le merci.

Durante la convalescenza ha sostenuto l’esame del Master con una persona che scriveva per lui.

Ha superato l’esame, conseguendo un titolo di studio di alto livello, utile per candidarsi a nuove posizioni lavorative.

Ora, grazie al negozio, Saddam ha un reddito costante, ma pensa di avere il potenziale per fare qualcosa di più e il suo sogno è quello di trovare una fonte di reddito mensile migliore, adeguata al suo livello d’istruzione. Sta continuando la sua ricerca e, se avrà abbastanza fortuna, alla fine troverà un buon lavoro.

Photo story – Ankhi

Ankhi non ha idea di quando sia stata liberata, né di chi l’abbia salvata. Dopo il crollo è stata ricoverata all’ospedale militare di Savar. All’inizio sembrava che non sarebbe più riuscita a stare sulle sue gambe. Aveva paura di rimanere costretta a letto per sempre.

Stava piangendo, quando è arrivato suo fratello maggiore. Ankhi gli ha chiesto se aveva notizie di suo marito, le ha risposto che stava bene. Ankhi ha pregato per suo marito perché stesse bene davvero e fosse al sicuro, ma non immaginava cosa sarebbe successo. Oggi il suo corpo non è ancora stato trovato.

Qualche tempo dopo la tragedia, BRAC si è messo in contatto con i familiari di chi lavorava al Rana Plaza per avere informazioni. Ankhi ha detto loro che lei e suo marito lavoravamo lì. Le hanno chiesto ulteriori dettagli, dopodiché le hanno fatto visita e domandato cosa avesse voluto fare. Suo marito le aveva insegnato a fare la sarta, quindi voleva continuare a fare quel lavoro perché avrebbe mantenuto vivo il suo ricordo.

I funzionari BRAC, con il sostegno di Benetton Group, hanno organizzato la partecipazione di Ankhi a un corso di formazione di cinque giorni per i sopravvissuti. Ankhi racconta di aver trovato un ambiente davvero cordiale, con persone piene di premure e molto attente. BRAC inoltre ha fornito ad Ankhi fondi, una macchina da cucire, materiali di sartoria e un ferro da stiro.

In passato la angosciava non sapere come sopravvivere: dopo la tragedia del Rana Plaza aveva paura di lavorare in una fabbrica. Oggi, dopo una dura giornata di lavoro, quando sua figlia l’abbraccia e la chiama “mamma”, Ankhi dimentica ogni difficoltà.

Con la sua attività non riesce ancora ad essere d’aiuto ai genitori, ai fratelli e alla famiglia di suo marito, ma almeno riesce a mettere qualcosa in tavola. Suo marito sognava di avere il suo laboratorio sartoriale e oggi Ankhi vuole realizzare quel sogno. Adesso non ha i mezzi ma se continua a resistere, un giorno ce la farà.

Ponzano, 20 febbraio 2015

Per ulteriori informazioni:

+39 0422 519036

press@benetton.it

 

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