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Colors 53: Schiavitù

Jeanine ha 13 anni e fa il bucato, pulisce casa, cucina, lava e nutre i bambini… tutto gratis. Nel 1850, negli Stati Uniti, uno schiavo ti sarebbe costato l’equivalente di US$50.000: oggi puoi averne uno per meno di US$100 in paesi molto distanti fra loro come il Ghana e il Brasile. In India ti basta prestare a qualcuno US$20 per ridurlo in debiti – e quindi in schiavitù – per tutta la vita. Altrimenti, puoi sempre trovarti uno schiavo senza neanche mettere mano al portafoglio, grazie a uno dei metodi oggi più diffusi: dovrai solo mentire. Trova una ragazza povera, dell’Europa dell’est ad esempio, promettile un buon lavoro in un paese straniero e, dopo averla fatta entrare illegalmente in un altro paese, rinchiudila in un bordello o costringila con le minacce a battere il marciapiede.

Calcolando che la metà della popolazione mondiale sopravvive con meno di US$2 al giorno, gli schiavi potenziali non mancano (così sarà più facile sostituire chi fa storie). Benché sia illegale in tutti i paesi (la Mauritania è stata l’ultima nazione ad averla abolita nel 1981), la schiavitù non è scomparsa: ci sono attualmente 27 milioni di schiavi nel mondo.

L’équipe di COLORS ha incontrato alcune di queste persone a Haiti (dove Jeanine lavora in schiavitù come domestica bambina), in Italia, in Cambogia e in India. Abbiamo parlato a gente che vive e lavora segregata negli appartamenti e nelle villette residenziali di Parigi, New York e Hong Kong. Siamo andati in Sudan dove i miliziani armati rapiscono i Dinka per farne i loro servitori. E abbiamo scoperto che ci sono bambini che vengono obbligati a sposarsi – o a fare la guerra – prima di aver compiuto 12 anni.

Gli schiavi sono una realtà in quasi tutti i paesi del mondo, compreso il tuo. E non pensare che la cosa non ti riguardi: probabilmente anche tu mangi, indossi o usi prodotti che ruotano intorno alla schiavitù. Che tu lo voglia o meno, sei coinvolto nel mercato degli schiavi. Per aprire gli occhi, leggi COLORS 53: SCHIAVITÙ.

 

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