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COLORS 82 – Merda. Un manuale di sopravvivenza

Treviso, novembre 2011. Feci, Escrementi. Sterco, Pupù. Cacca. Il suo nome cambia ma non la reazione che causa nella maggior parte delle persone. Con il nuovo numero Merda. un manuale di sopravvivenza, COLORS guarda dritto dentro un gabinetto per esplorare un argomento ancora oggi tabù: la cacca è qualcosa che solitamente si ignora, si disprezza, che fa paura. Si fa a porte chiuse e non se ne parla in compagnia.

Mentre il Giappone in meno di un secolo ha rivoluzionato il suo rapporto con la toilette – che è diventata un oggetto del desiderio hi-tech con asse riscaldato e bidet incorporato – oggi circa i due terzi della popolazione mondiale non dispone né di un gabinetto, né di una latrina. Fa i propri bisogni all’aperto, per strada o nei campi contaminando le fonti d’acqua e il cibo. La diarrea, un banale virus intestinale per chi ha un bagno, ogni anno uccide più persone che AIDS, malaria e tubercolosi messe insieme.

La cacca può essere un’arma di distruzione di massa e d’inquinamento biologico, ma è anche benzina o fertilizzante: ci può scaldare, sfamare, curare. E’ la risorsa più sottovalutata del mondo e ci può salvare la vita. Ad esempio, il trapianto fecale che il Dottor Brandt esegue in una clinica di New York può sembrare una tortura, ma ha una percentuale di successo del 91% nel curare il Clostridium difficile, una malattia che uccide 100.000 persone all’anno in America ed Europa. Nella prigione di Butare in Rwanda, invece, gli escrementi dei carcerati vengono trattati e trasformati in biogas che servirà per cucinare la loro cena.

Eppure è semplice rendere la cacca innocua. Come una turista qualsiasi, Virginia Chumacero chiede agli abitanti di Aramasi in Bolivia di farle fare un giro per il villaggio. Si ferma con loro nei luoghi in cui fanno i propri bisogni e mostra cosa succede se una mosca si posa sulla loro cacca e poi vola sul piatto in cui stanno mangiando. Virginia è una delle migliaia di operatrici sociali che porta avanti il Community-led Total Sanitation (CLTS), un metodo inventato nel 1999 in Bangladesh e che sta avendo un grande successo nel diffondere l’uso dei servizi igienici dove non sono ancora utilizzati.

A Christchurch in Nuova Zelanda, il terremoto del 2011 ha reso inutilizzabili tutti i gabinetti della città. Gli abitanti si sono così ingegnati con un secchio, una fossa nel giardino e un pizzico di genio creativo. Il risultato è un’esilarante galleria di bagni fai-da-te che è diventata anche un sito Internet www.showusyourlongdrop.co.nz.

In fatto di igiene anale poi, il mondo si divide in “strofinatori” e “lavatori”. La metà degli umani per pulirsi usa carta igienica; gli altri usano l’acqua. Per i sostenitori della lavata nettarsi il sedere con la carta significa usare l’acqua per pulire ogni parte del corpo tranne la più sporca che c’è. Per gli strofinatori la carta è un sistema pratico che permette di non usare le mani. Con un giro d’affari di $ 15 miliardi l’anno, per le multinazionali della carta igienica le differenze culturali non sembrano destinate a cambiare.

Anche la santità richiede una certa igiene. Quasi tutte le religioni stabiliscono regole che i credenti devono seguire per essere puliti e puri prima della preghiera. Per i giainisti, ad esempio, è preferibile usare il bagno di casa perché dopo la deiezione non possono entrare in un tempio prima di aver lavato bene i propri vestiti; i buddisti invece devono mettere a frutto il tempo necessario all’evacuazione per meditare, mentre secondo gli Hadith – i detti del Profeta – un buon musulmano prima di entrare in una latrina deve togliere tutti gli anelli, non mettersi mai di fronte o di spalle alla Mecca, pulirsi con un numero dispari di pietre e, una volta fuori, lavarsi con cura le parti intime.

Di tutti i popoli, probabilmente i cinesi sono quelli che hanno il miglior rapporto con i loro escrementi. Sono 4.000 anni che la cacca viene usata nelle campagne; esistono le dee del gabinetto nel pantheon cinese e le principali librerie di Pechino hanno un intero reparto dedicato alla cultura della toilette. Il rispetto per la cacca in Cina vale anche per i lavoratori del settore. Nel 1959 Shi Chuanxiang, addetto al ritiro dei liquami dei vasi da notte, ebbe l’onore di intervenire con un discorso pubblico alla conferenza nazionale degli eroi del partito comunista. Cinquanta anni dopo, Li Ying, 31 anni, vince la medaglia al Lavoro del 1° maggio, una delle maggiori onorificenze cui possa aspirare un lavoratore cinese, ed è probabilmente il più famoso inserviente di gabinetti pubblici del paese.

 

NOTA INFORMATIVA

Questo numero di COLORS prende il via daIl Grande Bisogno(pubblicato in Inghilterra nel 2008da Portobello Books e tradotto in italiano, olandese, spagnolo, svedese, coreano, cinese e arabo), un libro della scrittrice e giornalista inglese Rose George, già senior editor per COLORS.

Il Grande Bisognoè un giro del mondo coi toni dell’inchiesta e l’umanità del romanzo per il quale Rose George ha esplorato in prima persona le fognature di Londra e New York, camminato nei sobborghi indiani dove 700 milioni di persone non hanno accesso ai servizi igienici e incontrato gli attivisti che si battono per la sanità nel Terzo mondo. Si è scontrata con le ipocrisie di politici e aziende che vogliono difendere lo status quo, mentre la Cina è all’avanguardia nello sfruttamento energetico degli escrementi e le città americane soffrono per l’inquinamento biologico.

Giudicato dal quotidiano The Economist e dall’ American Library Association come uno dei migliori libri del 2008, Il Grande Bisogno racconta con efficacia come un gesto quotidiano si sia trasformato in una pericolosa bomba a orologeria per la salute dell’intero pianeta.

Rose George ha studiato Lingue a Oxford e nel 1994 ha conseguito un master in Politica Internazionale presso la University of Pennsylvania. Giornalista freelance dal 1999, Rose ha scritto per il New York Times, The Financial Times, The Guardian, The Indipendent, COLORS, Slate.com e The London Review of Books

COLORS 82 – Merda

In uscita a novembre 2011 in quattro edizioni bilingui (inglese + italiano, francese, spagnolo e coreano).

 

Acquistabile online sul sito
http://www.staffonline.biz/colors/htm/page.php

 

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+39 0422 516209
colorsmagazine.com