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COLORS 85 – Andare al mercato

th_colors_85_cover_0Treviso, autunno 2012. A partire dalla caduta del muro di Berlino nel 1989 il libero mercato ha dominato incontrastato il mondo. Oggi possiamo vendere e comprare, prestare e prendere in prestito, investire e commerciare da un angolo all’altro del pianeta come mai abbiamo fatto prima.

E’ eccitante, ma anche pericoloso. Spread e Nasdaq, outsourcing e riciclaggio di denaro, inflazione, stagflazione e titoli spazzatura: più il mercato cresce e si evolve, più diventa facile perdercisi dentro.

Per ritrovare l’orientamento, COLORS è tornato alle origini del commercio: dal mercato dei prodotti elettronici usati di Alaba, in Africa, a quello dei matrimoni nel Parco del Popolo di Shanghai; dall’asta dei capelli del tempio di Tirumala, in India, a una banca che concede prestiti in denaro in cambio di formaggio, in Nord Italia.

COLORS 85 – Andare al mercato è un viaggio tra bilance, monete, clienti, prodotti e mercanti, all’inseguimento del filo invisibile che unisce Wall Street e main street nel caotico e irresistibile mercato globale.

La Line of control in Kashmir è una linea di demarcazione militare al confine tra India e Pakistan fino a qualche anno fa invalicabile. Nel 2005 un terremoto ha aperto un varco e, con il benestare dei due governi, è stato creato un servizio di navetta per riunire le famiglie separate dal confine. Tre anni dopo è stato organizzato un sistema di baratto transnazionale con regole ferree: solo ventun prodotti, quattro giorni la settimana, non più di cinquanta camion al giorno (nelle due direzioni), niente tasse (dato che nessuno dei due stati riconosce il confine come ufficiale) e niente contanti perché i due governi non riuscirebbero mai a mettersi d’accordo sulla valuta da usare. Oggi questo commercio senza soldi che attraversa la frontiera vale l’equivalente di 120 milioni di dollari l’anno.

In Togo un terzo degli abitanti si affida al vudù quando la medicina tradizionale non può più nulla. Almercato dei feticci di Akodessewa a Lomé cumuli di teschi di scimmia e teste di leopardo fanno bella mostra su scaffali di legno. Akodessewa è famoso per la varietà e la qualità delle sue scorte e i fedeli arrivano persino dal Congo per trovare una soluzione ai problemi più disparati: sterilità, malaria, aids, pene d’amore, difficoltà finanziarie. Il cadavere di una testuggine costa 12mila cfa (24 dollari), quello di un babbuino completo di occhi e pelle 65mila cfa (129 dollari) e un piede d’elefante 150mila cfa (300 dollari). L’effetto di molti ingredienti prescritti dai loa (gli spiriti) è segreto, ma alcuni principi attivi sono molto conosciuti: la scimmia migliora la memoria, il gorilla dà forza e il camaleonte assicura fortuna negli affari.

Ogni giorno, nel tempio indiano del Signore supremo della montagna (Venkateswara) di Tirumala inIndia, 10mila persone vanno a farsi rasare il capo da uno dei cinquecento barbieri del tempio. Per molti pellegrini indù il taglio di capelli è un’esperienza trascendentale. Offrendo le loro ciocche in questo luogo avranno la protezione del dio Venkateswara e si libereranno dai debiti materiali. Ma quando i capelli cadono sul pavimento del tempio, il sacro cede il passo al profano. Le ciocche vengono raccolte, conservate in grossi bidoni d’acciaio, lavate e ordinate in base alla lunghezza e alla qualità. Poi, due volte all’anno, sono messe all’asta. Esportate soprattutto in Cina, Stati Uniti e Regno Unito, vengono usate per la fabbricazione di extension e parrucche. L’anno scorso, a causa del timore che i compratori stessero formando un consorzio per controllare i prezzi, il tempio ha abbandonato il tradizionale processo di asta aperta e ha scelto di vendere i capelli online con il metodo delle offerte segrete. Finora la mossa si è rivelata estremamente proficua: nel 2011 il tempio ha distribuito 561 tonnellate di capelli, per un ammontare complessivo di 2 miliardi di rs (36,9 milioni di dollari).

Fondato nel 1991 sotto la direzione di Oliviero Toscani e Tibor Kalman, nella convinzione che le differenze sono positive e tutte le culture hanno lo stesso valore, COLORS è un magazine trimestrale distribuito a livello internazionale e pubblicato in sei edizioni bilingui (inglese+italiano, francese, spagnolo, coreano, cinese e portoghese). COLORS oggi rientra nel quadro delle attività editoriali di FABRICA, il centro di ricerca sulla comunicazione di Benetton Group.
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