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Il primo negozio-immagine Benetton negli usa apre sulla quinta strada a New York

Nello storico palazzo Scribner che ospitò la casa editrice di Hemingway e Scott Fitzgerald

New York, 29 ottobre 1996. Benetton aprirà un negozio-immagine di circa 1.200 metri quadri nel prestigioso Scribner Building in Fifth Avenue, vicino alla 48esima Strada, già sede della casa editrice di scrittori famosi come Hemingway, James, Stevenson e Scott Fitzgerald. Il restauro dell’edificio, che ha richiesto un investimento totale di 4 milioni di dollari, ha permesso di riportare la facciata e gli interni al design originale in stile Beaux Arts, ideato nel 1912 dal famoso architetto Ernest Flagg, che considerava quel progetto “la cosa migliore che io abbia mai fatto”.

Il negozio, unico per la bellezza quasi teatrale dell’impianto architettonico, è dislocato su tre livelli. Nel pianterreno (450 metri quadri) saranno esposte le collezioni complete United Colors of Benetton per donna e uomo, le linee 012 e Zerotondo per il bambino, nonché gli accessori, i complementi d’abbigliamento e le calzature. Il mezzanino (400 metri quadri) presenterà per la prima volta al pubblico anche l’abbigliamento e le attrezzature sportive della Benetton Sportsystem, quali, in particolare, scarponi da sci Nordica, racchette Prince e Ektelon, sci e biciclette Kästle, pattini in linea Rollerblade, occhiali Killer Loop e calzature da montagna Asolo. Questo spazio comprenderà anche un’area bar di oltre 100 metri quadri, ricavata nel seminterrato. Il resto del palazzo sarà adibito ad uffici.

Il nuovo negozio-immagine a New York rappresenterà l’ultima tappa del processo di evoluzione della rete mondiale del Gruppo, che punta, a fianco dei tradizionali punti vendita, su megastore polivalenti, come quello recentemente aperto con grande successo a Londra (il più grande negozio Benetton nel mondo), che intendono diventare anche luoghi di incontro e aggregazione, contribuendo all’affermazione dell’immagine di Benetton non solo come gruppo globale produttore di abbigliamento, ma come protagonista di uno stile di vita aperto e internazionale.

Il palazzo di Ernest Flagg, progettato per la casa editrice Charles Scribner & Sons, è stato segnalato come edificio di rilevanza storica dalla Landmarks and Preservation Commission nel 1982. Precedentemente occupato dalla Rizzoli International, dal 1984 al 1988, e dalla libreria Brentano, l’edificio di 10 piani riunisce i tipici dettagli neoclassici francesi dello stile Flagg, con grande utilizzo del ferro e della pietra calcarea. I tre piani della superficie di vendita hanno il soffitto a volte, con stucchi di un delicato color cuoio e balconate lungo ogni lato. Il lavoro di restauro, curato dal Phillips Janson Group, ha puntato al pieno recupero del progetto, dei materiali, delle finiture e dei colori originali: dalla facciata in ferro battuto al pavimento bianco di quercia lavorato a spina di pesce, dalla pietra di Caen alle scale a spirale ornate in acciaio, dai marmi di Carrara a un originale pavimento di vetro.

Note Informative 1 – LO SCRIBNER BUILDING

Questo capolavoro a dieci piani, al 597 della Quinta Strada, è stato progettato nel 1912 dal famoso architetto americano Ernest Flagg, cognato di Charles Scribner, proprietario della casa editrice Charles Scribners’ and Sons. L’obiettivo di Flagg era quello di far distinguere l’architettura dell’edificio, evidenziandone il carattere monumentale. “Se mi danno carta bianca -scrive nei suoi diari, il 10 marzo 1912- sonosicuro che posso farlo diventare il palazzo della mia vita”. La facciata di metallo e vetro è una delle più originali, disegnate da Flagg nel mondo. Tutto il palazzo è orchestrato con una geometria di parti perfettamente proporzionate: l’inferriata di metallo domina i primi due piani e il mezzanino della facciata, mentre un arco centrale sottolinea la composizione.

Flagg arricchì questo monumentale spazio, il cui soffitto a volta è alto nove metri, di una serie di campate che uniscono la facciata con un muro a specchio: in questo modo, la luce che si riflette dalla vetrina sulla Quinta Strada offre una magnifica prospettiva sull’interno. La lavorazione in vetro e ferro dei due piani inferiori indica il punto focale della facciata. Sopra di essi si trova la parte principale dell’edificio: sette piani rivestiti in pietra calcarea. Il terzo e nono piano fungono da “transizione visiva”, distinguendo la sezione centrale dalla base e dal tetto mansardato a due piani. Un piacevole equilibrio di pieni e vuoti viene creato grazie all’accostamento di aree di ferro scuro e altre di pietra chiara.

Note Informative 2 – IL LAVORO DI RESTAURO

Il restauro del palazzo, affidato alla società Phillips Janson Group, ha richiesto investimenti per 4 milioni di dollari, con l’obiettivo prioritario di riportare alla loro forma originale, dopo una ricerca minuziosa per ritrovare le descrizioni architettoniche dell’edificio, gli interni dello Scribner Building, che il famoso critico d’arte Henry Russell Hitchcock ha paragonato a quelli della Grand Central Station, definendoli, nel 1974, “i più grandiosi che siano stati creati a New York”.

Uno degli indirizzi principali ha riguardato il restauro delle tre scalinate dello showroom. Originariamente, due scale a spirale si guardavano dai due lati opposti della stanza, mentre una terza, grande scalinata era situata nel fondo della sala. Una delle due, rimossa durante la permanenza degli Scribner, è stata completamente ricostruita, con un meticoloso lavoro a mano, per riflettere esattamente la propria controparte dall’altra parte della stanza. Sotto la moquette della grande scalinata, inoltre, è stato ritrovato un bel pavimento in marmo di Carrara, riportato al suo originale splendore.

In cima alla grande scalinata, un’area con pavimento in mattoni di vetro, che aveva subito un danno per oltre il 20 per cento della superficie, è stata recuperata con l’accurato inserimento di sottili strati di vetro laminato. I mattoni di vetro sono ora nuovamente illuminati da un magnifico lucernario situato sopra la parte posteriore del mezzanino. Questa fonte di luce naturale era stata coperta da uno strato di catrame e colore nero, applicato durante la Seconda Guerra Mondiale.

La Phillip Janson ha condotto inoltre una dettagliata analisi sul colore, per determinare il tono nonché la grana della finitura usata per i muri interni, le colonne e le volte. Lo studio ha rivelato che gli oltre dieci strati di colore, applicati alla finitura in pietra di Caen negli ultimi 80 anni, avevano impregnato di colore la pietra porosa, coprendone completamente l’effetto originale Beaux Arts. La finitura è stata restaurata in tutto il palazzo, per ricreare l’effetto luminoso di alternanza tra i colori cuoio e bianco. La Phillips Janson Group, società che ha curato il restauro dello Scribner Building, è stata fondata nel 1979 a New York ed è stata recentemente classificata al quattordicesimo posto tra i 100 “giganti dell’Interior Design” dall’Interior Design Magazine. Tra i lavori di maggiore prestigio si ricordano quelli per Anne Klein Co., Louis Vuitton, Piaget, lo studio del “Today Show”, MSNBC e la rivista Newsweek.

Note Informative 3 – LA CASA EDITRICE SCRIBNER

La Scribner è stata una delle case editrici più importanti degli Stati Uniti. Nata nel 1846, con la pubblicazione di The Puritans and Their Principles di Edwin Hall, si distingue nei primi anni come casa editrice specializzata in testi teologici e filosofici, riflettendo in questo il background di devoto presbiteriano del fondatore, Charles Scribner. Nel 1857 Scribner acquista una società inglese di importazione di libri, la Bangs, Mervin & Co., e pubblica con successo la prima edizione americana della Encyclopedia Britannica, vendendo il quadruplo del numero di copie commercializzate in Inghilterra. Pochi anni dopo, nel 1865, inizia la pubblicazione di una rivista letteraria, che diventerà poi nota con il nome di Scribner’s Magazine. Alla sua morte, nel 1871, il New York Times lo definisce come un editore “noto per la sua sagacità, accuratezza, rapidità e correttezza di giudizio”, la cui maturità era ben rappresentata dal carattere e dall’elevato livello delle sue pubblicazioni.

Charles Scribner II cambia nel 1878 il nome della società, che diventa Charles Scribner’s and Sons e interrompe l’attività di importazione, dando il via alla costruzione di una squadra formidabile di autori, con una particolare attenzione a quelli americani. La sede della società si trasferisce prima nella parte più alta di Manhattan e poi al 597 di Fifth Avenue, nel palazzo progettato dal cognato architetto, Ernest Flagg. Scribner II si distingue anche come leader del Movimento per i diritti d’autore negli Stati Uniti e quale fondatore dell’Associazione Editori Americani. Tra gli autori più noti di Scribner si ricordano Edith Warton, Henry James, Robert Louis Stevenson, George Meredith, Rudyard Kipling, Theodore Roosevelt, Thomas Wolfe, Francis Scott Fitzgerald e Ernest Hemingway. Hemingway, raccomandato proprio da Scott Fitzgerald, allora all’apice del successo, incontra nel 1925 Maxwell Perkins, che gli offre un contratto per un volume di racconti a nome di Scribner: sono l’editor e l’editore che resteranno al suo fianco per tutta la vita. Dopo essersi liberato con uno stratagemma di una precedente opzione con Horace Liveright, Hemingway, l’anno successivo, vende per 200 dollari il racconto The Killers alla Scribner’s Magazine (il primo lavoro importante accettato da un periodico americano). Nel 1926 Scribner pubblica anche il romanzo The Sun Also Rises (Fiesta), che dà all’autore fama e successo di vendite.

Hemingway considerava Scribner il suo migliore amico: l’unica persona che potesse fargli cambiare idea su un testo, ad esempio cambiando quelle parole considerate impubblicabili. Come ricorda il nipote, Charles Scribner III, “mio nonno combinava il ruolo di editore e amico intimo ad un livello senza precedenti, e probabilmente mai superato nell’editoria moderna”. Quando Scribner II morì nel 1952, Hemingway scrisse alla vedova: “Il mio caro e buon amico se n’è andato, e non ho nessuno con cui confidarmi o di cui fidarmi, o col quale fare scherzi pesanti. Mi sento così male per la dipartita di Charlie che non riesco più a scrivere.”

 

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