Comunicati e Statements

L’opera Kismet di Bita Fayyazi installata a Fabrica

Acquistata da Luciano Benetton, è una profonda riflessione sull’ineluttabilità del destino

Ponzano, 13 febbraio 2007. La forza del destino, elemento ineluttabile che determina gli eventi del futuro, è il tema dell’installazione Kismet dell’artista iraniana Bita Fayyazi, acquistata da Luciano Benetton ed esposta in modo permanente a Fabrica, il centro di ricerca sulla comunicazione del Gruppo Benetton. L’installazione viene presentata oggi a Luciano Benetton  dall’artista stessa.

Kismet, destino in persiano, rappresenta un gruppo di neonati dorati e sospesi, che –come racconta Bita Fayyazi- “si staccano dalla realtà in cui si trovano. Perdono la loro forma apparente e la solidità, si disfano del bozzolo, contemplano il mondo come un castello inespugnabile. Intuiscono il loro destino”. Perché a ciascuno -a tutti noi- è destinato il suo giorno.

 Già esposta alla 51° Biennale Internazionale di Venezia nel 2005, l’opera è stata installata a Fabrica nel corridoio di comunicazione tra la villa neopalladiana e il nuovo edificio realizzato da Tadao Ando: passaggio simbolico tra antico e nuovo, tra passato e futuro. Tra il mondo occidentale e quella cultura orientale verso cui il Gruppo Benetton, e il suo Presidente in prima persona, guardano da sempre con particolare interesse.

Nota dell’artista

Realizzo sculture di bambini da circa sette anni…

Di ritorno da una mostra in Danimarca, sono entrata in una libreria dell’aeroporto e, sfogliando un libro di fotografie sulla guerra in Bosnia, sono rimasta molto colpita da un’immagine: una tragica fotografia in bianco e nero ritraeva la preparazione alla sepoltura di un neonato ucciso. Sul petto, il buco nero del proiettile.

Non riesco a ricordare il nome del fotografo, ma quell’immagine così inquietante da allora non mi ha più abbandonato. Viviamo circondati da immagini e racconti di bambini feriti, uccisi, vittime di guerre, di abusi, sfruttati nel lavoro minorile…

Quando ho ripreso a lavorare nel mio studio di Tehran, le prime cose che ho realizzato erano sostanzialmente le mie impressioni sul bambino di quella foto. Aveva incontrato il suo destino in un modo talmente tragico… Il destino stesso e il modo in cui si svela… cosa sarebbe successo se quel bambino avesse potuto in qualche modo intravedere il destino che stava per incombere su di lui e il mondo circostante?

L’idea di Kismet è iniziata con una proposta che avevo sottoposto alla commissione selezionatrice per la 51° Biennale Internazionale di Venezia nel 2005.

Il termine Kismet significa destino ed è stato introdotto per la prima volta nella lingua inglese da Edward Fitzgerald (1809-83), timido scrittore inglese, nella sua traduzione della strofa di Omar Khayyam’s Rubaiyat (Libro in versi quaternari di Omar Khayyam, poeta persiano dell’XI secolo).

“The Moving Finger writes; and having writ,

Moves on; nor all thy piety nor wit

Shall lure it back to cancel half a line,

Nor all thy tears wash out a word of it.”

(“Il dito in movimento scrive; e avendo scritto

Avanza; né tutta la tua pietà o arguzia

Lo indurranno a cancellare mezza riga

Né tutte le tue lacrime laveranno via una sola parola”)

 L’installazione Kismet è aperta a varie interpretazioni e può essere letta da ogni direzione e angolazione. Tuttavia, per me, la storia ha un senso da destra a sinistra come nella mia lingua madre, il persiano.

“Neonati dorati che si staccano dalla realtà in cui si trovano. Perdono la loro forma apparente e la solidità, si disfano del bozzolo, contemplano il mondo come un castello inespugnabile. Intuiscono il loro destino. La fonte, lasciata in disparte, viene privata di ogni sostanza; a pezzi, sparpagliata”.

 Bita Fayyazi

Bita Fayyazi

Iraniana, nata nel 1962 a Tehran
15 anni di esperienza nel mondo della ceramica e della scultura
Ha vissuto in Inghilterra per 7 anni per poi tornare in Iran nel 1980
Attualmente vive, lavora e insegna nel suo studio privato a Tehran

Mostre:

2005, When still a Child, XVA Gallery, Dubai, EAU

2005, Amazon, Rebell Minds Gallery, Berlino, Germania

2005, 51a edizione della Biennale di Venezia, Padiglione Iran, Venezia, Italia

2004, Gardens of Iran, Ancient Wisdom/New Visions, Tehran Museum of Contemporary Art, Tehran, Iran

2004, Selezione di arte contemporanea iraniana (3 generazione), National Gallery of Armenia, Yerevan, Armenia

2004, Mostra sulla ceramica contemporanea, Isfahan Museum of Contemporary Arts, Isfahan, Iran

2003, “Iranian Contemporary Artists” presso la scuola italiana di Tehran, Pietro Della Valle

2002, 2a edizione mostra d’arte concettuale “New Art”, Tehran Museum Of Contemporary Arts, Tehran, Iran

2001, 7a edizione internazionale dell’International Female Artist’s Art Annual, Art Addiction Virtual Gallery

2001, 1a edizione mostra d’arte concettuale, Tehran Museum of Contemporary Art, Tehran, Iran

2001, Iranian Contemporary Art, Barbican Center, London, UK

2001, ” ±7 Ceramists”, Iranian National Commission per l’ UNESCO, Tehran, Iran

2000, Ekbatana? , Nikolaj Contemporary Art Center, Copenhagen, Denmark

2000, Falling Figures, Seyhoon gallery, Tehran, Iran

2000, Canadian Women’s Club, Barg Gallery, Tehran, Iran

1999, Golestan Gallery, Tehran, Iran

1998, Museum of Contemporary Arts, Tehran, Iran [Vincitore del premio speciale: Cockroaches]

1996, Golestan Gallery, Tehran, Iran

1994, Museum of Contemporary Arts, Tehran, Iran

1993, Classic Gallery, Isfahan, Iran

1993, Ambasciata d’Olanda, Tehran, Iran

1992, Museum of Contemporary Arts, Tehran, Iran

1989, Pafar gallery, Tehran, Iran

Altre esperienze:

2004, Bam, Tehran, Iran

2003, The Speed Bag Factory International Artists Residency Programme, Johannesburg, South Africa

2003, Lucky Charms, Golestan Gallery, Tehran, Iran

2003, On The Road, Tehran, Iran

2002, Forum su “Cultural Practices In The Region”, Beirut , Lebenan.

2001, Festival della cultura e civiltà delle comunità del Golfo Persico, Gheshm Island, Iran

2001, Khoj International Artists’ Workshop, New Delhi, India

2000, Children of the Dark City, Tehran, Iran

1998, “Experiment 98″ Arte concettuale e istallazione, Tehran, Iran

1997, Road Kill, Tehran, Iran

Miscellaneous:

Corrispondente per la rivista d’arte inglese “Contemporary”

2001, Contributo per il film documentario sull’Iran, “Women in Black” di Sean

2001, Membro del comitato di selezione e giuria per la settima edizione del Tehran Ceramic Arts Biennial presso il Museum of Contemporary Arts

2002, Protagonista del progetto “Peep Radio”, in Denmark promosso dall’artista danese Rosan Bosh, http://www.peep.dk/programmer/111100/bita.rm

 

Per ulteriori informazioni:

+39 0422 516349
fabrica.it